Regina dell’inazione
Il problema è che non si può pensare sempre di potersela cavare scegliendo sempre la via più comoda, quella breve, asfaltata e con grande stazione di servizio, su un grosso pullman Greyhound destinazione Limbo.
Hai perso la tua spina dorsale?
Forse non l’hai mai avuta e ti piace avvolgerti come ameba spalmandoti sul turnista del momento.
Il tempo del ballo scolastico è finito, hai lo scettro in una bacheca e prime rughe intorno ai tuoi occhi. Eppure stai lì, ferma, immobile, aspettando treni che non passano né passeranno.
Sei su un binario morto. E la cosa triste è che lo sai, ma non fai nulla p

er cambiare la tua esistenza. Sei così demodé nell’arrancare ad una vita adolescenziale che si è estinta già dal tuo primo coito ma che continui a volere riproporre, come verginità rifatta, ogni volta ad un tuo nuovo amante.
Hai il tempo contro e scelte sempre più ridotte. Il tempo non perdona.
Prima o dopo di me, morirai anche tu. Dentro o fuori, che importa?
Moriranno anche le persone che hai vicino, partendo da un macabro conto alla rovescia che falcia le vecchie carcasse umane che amiamo di più, in una logica instancabile di numeri e date attraversata a volte da due meteore: il destino e la malattia.
La tua fucina è spenta da un pezzo e quale fabbro batterà il tuo ferro se ferro non ne hai?
Dormi, Regina dell’inazione. Quando riaprirai gli occhi, come nelle favole, saranno passati secoli.
E’ il destino di un soprammobile quello di essere lucidato ad ogni visita di amici e parenti per risplendere al meglio, come argenteria delle grandi occasioni.
Ed è destino di ogni soprammobile quello di rimanere lì per anni, sempre nello stesso identico posto. La tua scacchiera però è già incrinata e manca un pezzo, alla tua corona...