Un martini, agitato, non mescolato.
Andasse a fare in culo tutto questo mondo che gira, gira gira...ma a fare cosa? Tutti quelli che corrono al mattino, le file al supermercato, quelli che ti guardano male al semaforo e scattano con piede sull’acceleratore al verde, le regole, i dettami, il so tutto io, il lei non sa chi sono io, io sono il figlio di, ma lo sa con chi sta parlando? Quelli che ti guardano dall’alto in basso, quelli che ti guardano le scarpe e sorridono, mentre già pensano di fotterti, i politici, le massaie, i disabili con i loro parcheggi perennemente vuoti, i grandi nomi, le ragazzine tutte uguali di via del Babuino, i turisti, i treni in ritardo, le ore in coda, le multe sull’autobus da cento euro e le condanne morali e penali. E pure il mio gatto che mi ha fatto saltare le lettere dal laptop e scrivo con lo scotch. Senza ghiaccio. La grappa di fico tunisina mi fa sentire fico. Forse era meglio essere fiche e lasciarsi adagiare a gambe aperte su un letto aspettando che qualcun altro risolvesse i miei problemi introducendomi la conoscenza dei corpi solidi. “Vieni amore, sono qui, se hai bisogno, io sono qui…” O forse sarebbe stato meglio essere fuca o fava che fica o fico che lasciano il tempo che trovano e quello che resta è per la loro vecchiaia, se ci arrivano. Una fava ha il suo perché e un fuco è in nuce, una farfalla. Una noce di burro e tanta noce moscata. La noche è lunga, mangiamo una noce. Augusto si sbatte l’attrice. O è gay? Dio, toglimi le scarpe per favore, e accendimi una Pall Mall pacchetto azzurro con uno schiocco delle tue bianche dita. Prendi la spugna e massaggiami la schiena, ne ho veramente bisogno. Non sono un cristo povero sceso dalla croce ne Hristo Stoickov il dio del pallone. Sono un povero. Cristo! E si torna sempre qui, alla palla, al mondo, ai Kaiser Chiefs che cantano ‘Time Honoured Tradition’ ad una storia che vi racconterò è che potrebbe essere vera o totalmente falsa, ma che importa? L’importante è crederci nelle cose che siano vere o false, irreali o reali, poco importa. Sognare è la cosa più bella del mondo, con droghe lisergiche o meno, dai Jefferson Airplane ai Mother Jones, dalla via di casa mia nella suburbia milanese a Penfold street NW1 a Londra. A Roma. A Beirut. A Sarajevo. Punkislam. A Damasco sulle note di un sufi. Domani a Caracas, sul treno nel cuore dell’Eurasia, in Cina e ritorno. In Africa.
Domani siamo morti. Dio, perché ci odi?