Italica canotta
venerdì, 29 dicembre 2006

Dark Christmas

Il buio è entrato alle 17 del 25 dicembre. Da allora non ci siamo più fermati. Ho visto un treno vuoto e controllori molesti che mi hanno impedito di avere un sonno riparatore al foie gras presente in quantità tossiche nelle mie vene. Babbo natale dark allo Zoe non è stato male. Lo abbiamo messo a letto alle sei del mattino. Dicono che ora vada di moda il binge drinking. Tra i giovani (e non solo) andrebbe quindi di moda ingerire nel corso della stessa sera grandi quantità di alcolici.
Per le donne, dicono, tale quantità è individuata in almeno quattro bicchieri di alcolici di fila, mentre per gli uomini più di cinque bicchieri.
Beh, noi il 'binge drinking' lo pratichiamo da almeno quindici anni. E con quantità triple. Come al solito gli americani devono prendere esempio dagli italiani

Al Rocket la sera dopo ho parlato con il cantante de Le Vibrazioni per un buon dieci minuti, ma non so cosa ci siamo detti. Il concerto non è stato male, tranne quando qualcuno ha tentato di toccare il pacco al front man di un gruppo di supporto che faceva cover dei Led Zeppelin. E noi sappiamo chi è.

postato da: vongola alle ore 10:24 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 24 dicembre 2006

Per un 2007 ancora denso di rivoluzione, auguri a tutti!

 

E un grazie a chi ha contribuito a tagliare il nastro dei diecimila contatti sul mio blog

 

 

 

 

Hasta la victoria, siempre!

postato da: vongola alle ore 20:44 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 12 dicembre 2006
L’autogol dell’Iran
 
Il convegno negazionista svoltosi in Iran nei giorni scorsi è stato un gigantesco, imbecille, autogol della repubblica islamica. La mancanza di informazione su personaggi ‘scomodi’ invitando perlopiù sedicenti ricercatori, membri o ex membri (poco importa) del Ku klux Klan, la incapacità di discernere ciò che è ricerca storica dalla pseudostoria e ciò che è revisionismo (legittimo) dal becero negazionismo (illegittimo), la ricerca dell’effetto con quattro rabbini ortodossi antisionisti che si basano su testi sacri (ma noi non siamo dei preti) per negare l’esistenza dello stato di Israele hanno portato ad una kermesse che ha del ridicolo se non potesse portare a conseguenze molto gravi per le posizioni intransigenti (e strumentali) di Teheran nello scacchiere mediorientale.
Quello che molti si chiedono è che senso abbia una pagliacciata del genere e a chi giovi se non a Israele, che può finalmente affermare l’insana alleanza tra neonazisti, estremisti di destra americani e radicalismo islamico (di marca sciita). Dimenticando però che gli estremisti americani sono vicini alle chiese pentecostali e alla destra neocon antiaraba e imperialista, dimenticando che questi pseudostorici sono sputtanati per le loro simpatie politiche e per il bacino di utenza di cui dispongono, dimenticando che il delicato equilibrio tra democrazia e diritti dell’uomo e religione deve essere sapientemente dosato per non creare terremoti istituzionali.
 
E mi dispiace, ma io sono un laico e mi schifa e non giustifico uno stato che impicca la gente con le gru in piazza e ti arresta se vai a una festa tra amici (oddio il sesso!). Pena di morte a gogo e sesso tabù. In fondo america e iran in questo bigottismo si assomigliano. Se dobbiamo prendere esempio da uno stato democratico che si batte per i diritti civili, umani, politici della gente, e nello stesso tempo si batte per combattere l’imperialismo e le storture del liberismo, guardiamo altrove.
In Iran non c’è nulla che possa interessarci.
postato da: vongola alle ore 17:04 | Permalink | commenti
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sabato, 09 dicembre 2006
Un martini, agitato, non mescolato.
 
Andasse a fare in culo tutto questo mondo che gira, gira gira...ma a fare cosa? Tutti quelli che corrono al mattino, le file al supermercato, quelli che ti guardano male al semaforo e scattano con piede sull’acceleratore al verde, le regole, i dettami, il so tutto io, il lei non sa chi sono io, io sono il figlio di, ma lo sa con chi sta parlando? Quelli che ti guardano dall’alto in basso, quelli che ti guardano le scarpe e sorridono, mentre già pensano di fotterti, i politici, le massaie, i disabili con i loro parcheggi perennemente vuoti, i grandi nomi, le ragazzine tutte uguali di via del Babuino, i turisti, i treni in ritardo, le ore in coda, le multe sull’autobus da cento euro e le condanne morali e penali. E pure il mio gatto che mi ha fatto saltare le lettere dal laptop e scrivo con lo scotch. Senza ghiaccio. La grappa di fico tunisina mi fa sentire fico. Forse era meglio essere fiche e lasciarsi adagiare a gambe aperte su un letto aspettando che qualcun altro risolvesse i miei problemi introducendomi la conoscenza dei corpi solidi. “Vieni amore, sono qui, se hai bisogno, io sono qui…” O forse sarebbe stato meglio essere fuca o fava che fica o fico che lasciano il tempo che trovano e quello che resta è per la loro vecchiaia, se ci arrivano. Una fava ha il suo perché e un fuco è in nuce, una farfalla. Una noce di burro e tanta noce moscata. La noche è lunga, mangiamo una noce. Augusto si sbatte l’attrice. O è gay? Dio, toglimi le scarpe per favore, e accendimi una Pall Mall pacchetto azzurro con uno schiocco delle tue bianche dita. Prendi la spugna e massaggiami la schiena, ne ho veramente bisogno. Non sono un cristo povero sceso dalla croce ne Hristo Stoickov il dio del pallone. Sono un povero. Cristo! E si torna sempre qui, alla palla, al mondo, ai Kaiser Chiefs che cantano ‘Time Honoured Tradition’ ad una storia che vi racconterò è che potrebbe essere vera o totalmente falsa, ma che importa? L’importante è crederci nelle cose che siano vere o false, irreali o reali, poco importa. Sognare è la cosa più bella del mondo, con droghe lisergiche o meno, dai Jefferson Airplane ai Mother Jones, dalla via di casa mia nella suburbia milanese a Penfold street NW1 a Londra. A Roma. A Beirut. A Sarajevo. Punkislam. A Damasco sulle note di un sufi. Domani a Caracas, sul treno nel cuore dell’Eurasia, in Cina e ritorno. In Africa.
Domani siamo morti.  Dio, perché ci odi?
postato da: vongola alle ore 13:18 | Permalink | commenti (3)
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