vita | Italica canotta
sabato, 14 aprile 2007

Mi hanno fatto credere che ero libera di amare, pensare, fare.

E invece ho buchi nelle mani, nebbia nel cervello, lumache che passeggiano sul cuore.

Mi hanno fatto credere che la vita, quella vera ha l’odore del sesso, l’orgasmo della droga, lo stridere delle corde di una chitarra rock.

Hanno barato.

La vostra droga, la tua musica, il nostro alcool.

In continuo e perfetto disequilibrio.

 

Ladypazz

 

postato da: ladypazz2 alle ore 09:38 | Permalink | commenti (52)
categoria:vita
martedì, 27 marzo 2007

Su Sky ieri hanno dato un interessante documentario su Luciano Luberti...

Luciano Luberti, il boia di Albenga e l'assassinio di Carla Gruber

Agli agenti di polizia che quel 3 aprile 1970 entrano nell’appartamento di via Pallavicini 52, intestato a Luciano Luberti, già condannato a morte e poi amnistiato per una strage nazifascista avvenuta nel 1944, la scena che si presenta è agghiacciante: in un lezzo che toglie il respiro, steso su un letto, circondato da fiori marci e da bottigliette di lisoformio, c’è il cadavere di una donna.

Quel corpo, ormai in avanzato stato di decomposizione, giace in quella assurda e macabra messinscena da quasi tre mesi. Come le perizie appureranno, la donna, Carla Gruber, amante e convivente di Luberti, è infatti spirata con un colpo di pistola al polmone sinistro il 18 gennaio 1970. E lui, l’uomo marchiato da quel terribile soprannome, il “boia di Albenga”, due giorni dopo la morte della donna, ha chiuso l’appartamento e si è dileguato. Ma sarà sempre lui, con una lettera, a far ritrovare il corpo di Carla.

Comincia così una storia allucinante: una storia di amore e di morte in cui qualcuno volle anche intravedere una matrice politica che, però, non sarà mai processualmente dimostrata.

Una trama che si dipanerebbe attorno alla strage di piazza Fontana - di appena un mese precedente la morte della Gruber - ed in particolare sulla scomparsa, il 25 dicembre 1969, del cassiere del Fronte nazionale del principe nero Junio Valerio Borghese, (http://www.uonna.it/clzlr.htm), , trovato morto il 28 gennaio 1970, dieci giorni dopo la morte della donna di Luberti, anch’egli legato agli ambienti del Fronte.

Occorreranno due anni, prima che Luberti cada nelle mani della polizia. Lo scoveranno in un appartamento di Portici nel luglio del 1972 e per catturarlo occorrerà un lungo conflitto a fuoco.

La storia d’amore di Luciano e Carla è una storia ben strana: quando si incontrano, nel 1956, Lui ha 35 anni, lei 18. Lui è un dirigente della Publiaci, un’agenzia pubblicitaria cattolica, lei, profuga giuliana, la sua segretaria. Tre anni dopo Carla sposa un altro profugo giuliano e dal matrimonio nascono tre figli. Nel 1964 però Carla diventa l’amante di Luberti, anche lui sposato e con tre figli. E i due vanno a vivere assieme in un appartmento di Ostia. Lei è bella, sensuale, affascinante e non disdegna di tradirlo con altri uomini: comincia tra Luciano e Carla un periodo di grandi tensioni, di grandi passioni, di un amore malato, destinato, fatalmente, a sfociare nella morte.

Al processo Luberti negherà sempre di averla uccisa. “Carla si è suicidata”, ripeterà in modo ossessivo. In primo grado sarà condannato a 22 anni di reclusione. Le perizie psichiatriche firmate dal prof. Aldo Semerari - legato agli ambienti di destra, ma anche uomo dei servizi segreti, in combutta con la Camorra, trovato decapitato a Roma il 1 aprile 1982 - gli consentiranno l’assoluzione in Appello e poi in Cassazione: “incapace di intendere e di volere al momento del fatto”.

Luciano Luberti è morto il 12 dicembre (data siginificativa!) 2002.
Aveva 81 anni.

(da www.misteriditalia.it)

 

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categoria:politica, amore, vita
martedì, 20 marzo 2007

Ieri ero al solito caffè. Verso le 23 una ragazza mi ha fermato e salutato. Un incontro casuale si è trasformato in una lunga apnea nei ricordi e in un'altrettanto lunga bevuta con birra doppio malto. Questa ragazza è stata una mia compagna di classe. A scuola era un’obesa ed anche un fottuto genio con un’ironia grossa quanto il suo culo inesploso. L’ultima volta che l’ho vista è stato nel 2002 al suo primo ed anche ultimo esame alla facoltà di biologia. Quel giorno io ero con lei nello studio della professoressa bionda tatuata Calvin Klein. Fu forse il peggior debutto universitario che io possa ricordare e immaginare. Ricordo frasi come : “Lei è un ignorante signorina! Un’inetta! A lei non avrebbero dovuto dare nemmeno la licenza media, ma com’è possibile che lei si sia diplomata con 100 al liceo? Non credo onestamente che lo studio universitario sia per lei...etc.etc...” Mentre questa prof proseguiva con le sue elucubrazioni mentali gravemente deviate ad alta voce, sembrava che il grasso della mia amica si stesse sciogliendo su quella sedia. Tremava, sudava e raccoglieva onestamente più del dovuto. Si alzò e non disse nulla. Da allora l’ho persa di vista. Ieri mi ha raccontato della sua vita. Il giorno dopo il suo primo esame ha deciso di  abbandonare l’università. Si è arruolata nell’esercito, è dimagrita almeno 50 kg. Mi ha raccontato delle sue missioni all’estero col contingente italiano e intanto beveva  ma non come si beve per chiacchierare e nemmeno per dimenticare, beveva da alcolizzata. I suoi pensieri così diversi da quelli dei tempi del liceo. Così diversi dai miei. Lei, che aveva fatto del suo humor e del suo cervello lo scudo del suo corpo. Lei, che per reazione alla signora Calvin Klein aveva preso una decisone più grossa del suo quintale e abbandonato il sogno di diventare una ricercatrice.

Ha 26 anni e ha già fatto tre missioni, beve fiumi di birra irlandese, e parla una lingua che non mi appartiene. Usa termini e frasi come: "Se la son cercata, tu non capisci...noi ci sacrifichiamo...ci dovrebbero ringraziare, bisogna liberale il mondo dal male...con le missioni mi faccio i soldi, ho fatto il mutuo per la casa, ho la macchina nuova e ventimila euro in banca".

Ladypazz

postato da: ladypazz2 alle ore 17:01 | Permalink | commenti (37)
categoria:vita
sabato, 13 gennaio 2007
Corsi e ricorsi
Nei giorni scorsi ho preso un cd di Tom Waits, ‘Asylum Years’, e ho fatto un soddisfacente shopping in via del Babuino nel negozio di David Mayer dove ho acquistato un cappotto, una giacca di velluto nero, un paio di jeans e una camicia verde tonica. E’ stato divertente acquistare senza guardare il prezzo sul cartellino.
Nel frattempo è arrivata una letterina che mi avvisa del fatto che è partita la disoccupazione e quindi mi arriveranno gli stipendi arretrati da settembre a oggi. Ho già adocchiato un ‘set’ da Feltrinelli composto da due piatti, mixer e cuffie per finalmente risentire i miei 500 e oltre vinili.
Come Johnny Boy quando entra nel locale con ‘Jumpin’ jack flash’ degli Stones: “All’inferno ti dico, e tu non uscirai di lì fino a che non avrai pagato fino all’ultimo centesimo”...‘Mean Streets’ di Martin Scorsese. Dio che film, è proprio il caso di dire. Perché capolavori come questo non li fanno mai vedere in televisione?
La colonna sonora è fenomenale, tra pezzi sixties come ‘Hideaway’ cover suonata da Eric Clapton o ‘Please Mr. Postman’ delle Marvellettes e canzoni in stile ‘Little Italy’ come Jimmy Roselli in ‘Malafemmina’ e ancora brani rock and roll anni cinquanta.
postato da: vongola alle ore 16:22 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, vita, moda
martedì, 02 gennaio 2007

Un regalo di fine anno

postato da: vongola alle ore 14:42 | Permalink | commenti (16)
categoria:vita, narrativa

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